Vivere in Abruzzo: un cambiamento radicale

Tantissime persone mi chiedono come io abbia fatto a scegliere di vivere in una regione così diversa dalla mia, eppure per tanti versi così similare. L’Abruzzo, o per lo meno, la Marsica che mi ha adottata da sei anni non è per tutti. E’ vero.

Per chi proviene dal mare, come me, risulta essere tutto nuovo. I dieci anni vissuti a Roma, poi, hanno completamente stravolto ogni routine che una persona sana di mente vorrebbe. Alzarsi all’alba, buttarsi nel traffico, lasciare il bambino al nido, correre in ufficio, ricorrere a prenderlo dai nonni e farsi un’ora e mezza di fila per rientrare a casa, erano diventati i ritmi serrati della mia quotidianità.

Una quotidianità durata quattro anni, prima che scoppiassi.

E poi la separazione, e poi la perdita del lavoro, e poi tutto. Quando non hai la famiglia vicino diventa tutto più gravoso.

Come dice Baricco, noi poniamo delle domande alla vita, e questa prima o poi ci risponde. Probabilmente la mia domanda all’epoca era “è davvero questa la vita che voglio?”

Chissà perchè, la legge di attrazione si attiva sempre. Anche quando non ne siamo consapevoli. Anche quando quello che vorremmo, lo desideriamo nella disperazione.

E poi, un bel giorno, una scelta personale mi porta quì.

Questa che vedete è la prima foto che ho scattato, proprio quel giorno d’estate del 2014.

Sono arrivata come una romana in gita fuori porta, e mi sono innamorata. Dei luoghi, delle persone, della città.

Avezzano è uno dei miei luoghi del cuore, indubbiamente.

E’ un paese di 43.000 abitanti, il clima è rigido, ma l’energia dei luoghi è particolarmente positiva. Questa città è stata interamente ricostruita dopo il terremoto del 1915, il cui anniversario ricorre proprio in questi giorni di gennaio. Architettonicamente non è caratteristica, ha una piazza molto grande che si staglia ai piedi della Cattedrale.

Le persone sono composte, riservate. Difficilmente si avvertono schiamazzi in giro. La dignità di un popolo che è abituato a reagire alle calamità naturali e alle intemperie si percepisce nell’aria.

E’ una città che vivo completamente a piedi, vista la posizione che ho scelto per la mia casa.

Ad un certo punto ho avuto la fortuna di scoprire il luogo dove tutti si allenano: la Madonna della Pietraquaria. E’ una collina che organizza diversi percorsi per il trekking, per la corsa, per le bike.

abruzzo

Il posto è ben tenuto, pulito, curato, e quando c’è la neve è ancora più suggestivo.

Quando voglio scappare dai pensieri e dal mio lavoro vengo quassù. Ho un mio posto segreto, dove non c’è nessuno, e mi siedo ad osservare la vallata.

Mi sento fortunata, libera, al mio posto.

Sicuramente il fatto di lavorare da remoto mi aiuta. Lo stress delle telefonate e delle scadenze, è inversamente proporzionale alla lentezza della vita, che ha dei ritmi a misura d’uomo (e di bambino). Ho trovato, alle soglie dei quarant’anni, la mia dimensione. Ed era una dimensione che fino a pochi anni fa, non avrei mai immaginato.

Ho scoperto che la solitudine delle montagne, e i suoi paesaggi impervi, sono quanto di più familiare possa appartenermi. Adesso. Oggi. E’ il posto in cui vorrei rimanere.

E’ un po’ il mio destino, forse, dimostrare al mondo e a me stessa, che posso farcela lontano da tutti.

Eppure, tra questa neve e questi paesaggi, ho ritrovato e riscoperto me. La mia vera indole.

Forte e gentile.

La casa è dove si trova il cuore

Plinio Il Vecchio